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dot Trovato il cadavere di Brenda, la trans della vicenda Marrazzo

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Brenda, il cui vero nome era Wendell Mendes Paes, la Trans coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo è stata travata morta nella propria abitazione.

Brenda, che fino alle 2:30 della notte tra giovedì e venerdì era viva, è stata trovata carbonizzata nella propria abitazione di via Dei Due Ponti.

La morte, avvenuta sicuramente dopo le 2:30, orario in cui un tassista racconta di averla accompagnata a casa dalla zona dell'Acqua Acetosa, luogo in cui la trans aveva terminato il proprio lavoro, secondo gli inquirenti sarebbe avvenuta in "una scena equivoca".

Il corpo di Brenda, infatti, carbonizzato sarebbe stato trovato riverso a terra, completamente nudo, ma soprattutto - spiegano gli inquirenti - è strano il contorno. Il portone d'ingresso chiuso con una mandata, le fiamme, oltre alla vittima, hanno distrutto solo un borsone, il condizionatore ed una parte del materasso, ed il computer della stessa trovato nel lavandino.

"Tanti elementi, poco chiari, che fanno ipotizzare l'omicidio", spiegano il Procuratore Aggiunto Giancarlo Capaldo ed il sostituto Rodolfo Sabelli, che stanno esaminando gli elementi acquisiti e che hanno disposto l'autopsia sul corpo di Brenda. L'autopsia, che si svolgerà tra oggi e lunedì, e gli esami tossicologici dovranno quindi fornire nuovi elementi di indagine e chiarire la dinamica dei fatti.

Dinamica resa ancora più "equivoca" dall'assenza nell'abitazione di via Dei Due Ponti, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita di Brenda, di farmaci o barbiturici e di tracce visibili di collutazione.

Gli inquirenti, in attesa degli esami sul corpo della vittima, preso atto delle testimonianze secondo le quali la stessa "aveva paura della vita ma non della vicenda in cui era finita" e "quindi non avrebbe voluto nè sparire nè suicidarsi", hanno disposto una consulenza tecnica sul computer.

Un computer che, secondo gli investigatori, potrebbe contenere del materiale utile per le indagini. "Chi ha messo il computer di Brenda sotto il getto dell'acqua del lavandino -dichiarano -lo ha fatto sperando di distruggere la memoria ma probabilmente ha commesso un errore. Anche se bagnato- concludono- è possibile recuperare il contenuto dell'hard disk".
di Sudani Scarpini
sudani@viveremarche.it
di AL del 21/11/2009 ore 02:14:00
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